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FACCIAMO UN PÒ DI CHIAREZZA SUL RUOLO DELLO PSICOLOGO DELLO SPORT. MITI E CHIMERE SULLA NOSTRA CULTURA SPORTIVA PARTE #1

Tutti noi, in misura diversa, abbiamo in mente di cosa si occupa uno psicologo.

Se dovessimo immaginare il fulcro del lavoro di uno Psicologo Clinico, probabilmente penseremmo subito alle problematiche psicologiche e relazionali, magari immaginando il "caro amato" lettino all'interno di uno studio privato.

Ma se pensassimo ad uno Psicologo dello Sport o ad uno Psicologo del benessere, anche loro quindi si occuperebbero di problemi?

L'idea che uno Psicologo si occupi prevalentemente di difficoltà è senza ombra di dubbio il pensiero più immediato e conosciuto nella cultura collettiva; potremmo definirlo quasi un mito del senso comune. Eppure, non tutti sanno che i rami in cui uno Psicologo può operare sono molteplici, e ognuno ha un focus e delle metodologie ben differenti.

Lo sfondo nel quale operano tutti gli iscritti all'Albo è comune: il benessere mentale dell'individuo in armonia con le proprie emozioni ed i propri pensieri. Infatti la relazione con lo Psicologo favorisce una maggiore conoscenza di sé, dando così una visione più ampia e completa del proprio funzionamento.

Il "come" si arrivi a questo obiettivo dipende in gran parte dal background del professionista e dal grado di compliance con l'atleta. In ogni caso non si tratta di "riparare un guasto", ma di lavorare in sinergia per ampliare la visione delle cose.

Quindi, per rispondere alla domanda precedente, ovvero se uno Psicologo dello Sport si occupi esclusivamente di problemi: la risposta è NEGATIVA.

Infatti la Psicologia dello Sport si occupa dei processi cognitivi, emotivi e comportamentali connessi con le prestazioni degli atleti o delle squadre all'interno del contesto sportivo, riferendosi sia all'esercizio fisico generale che alla partecipazione alle competizioni.

Parafrasando, potremmo dire che lo Psicologo dello Sport opera al fine di un miglior funzionamento degli aspetti mentali legati alla prestazione, rafforzando le risorse personali e di conseguenza il proprio livello di autostima ed autoefficacia.

Probabilmente per poter raggiungere questo miglioramento sarà opportuno anche un lavoro sulle aree carenti dell'atleta, ma non per questo saranno le uniche trattate; anzi, inizialmente si lavorerà in gran parte sulle aree positive.

L'obiettivo finale è la crescita e lo sviluppo del potenziale dell'atleta da un punto di vista mentale.

Proprio perché iscritto ad un Albo, lo Psicologo dello Sport è autorizzato ad utilizzare tecniche e strumenti che sono tipici della professione: come ad esempio Test e Questionari standardizzati e validati, o metodologie che sono ad uso esclusivo della categoria.

Ma sempre nell'ottica di lavorare sugli aspetti positivi e di benessere!

Quindi se qualcuno vi dirà che andare da uno Psicologo dello Sport significa avere dei problemi, voi cosa fate?

Semplicemente...lo smentite!

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