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FACCIAMO UN PÒ DI CHIAREZZA SUL RUOLO DELLO PSICOLOGO DELLO SPORT. MITI E CHIMERE SULLA NOSTRA CULTURA SPORTIVA PARTE #2

Questa settimana affrontiamo un altro mito del mondo sportivo: è proprio vero che lo Psicologo dello Sport è solo per atleti professionisti?

Nella nostra quotidianità è molto facile fare delle categorizzazioni.

Quest'ultime sono un processo cognitivo comune, spesso inconsapevole, che usiamo frequentemente e ci aiuta a controllare l'ambiente circostante e a prendere decisioni nell'immediato.

La nostra mente non registra la realtà così com'è ma la rielabora secondo personali schemi mentali, semplificando il mondo sociale rendendolo più funzionale ed accessibile al pensiero.

Nel mondo sportivo questo processo non ne è assente e talvolta viene usato in modo massiccio per via delle competizioni.

Le gare, infatti, ci portano a misurare il valore umano in millimetri e in centesimi di secondo, in un continuo confronto fra sé e l'altro, fra le proprie doti e le proprie carenze. Le informazioni che vengono assimilate in pochi secondi sono tantissime, sia da parte degli atleti che dello staff tecnico.

L'atleta è orientato a valutare la propria prestazione in ogni allenamento o gara. Lo fa secondo delle proprie categorie specifiche, dettate dalla cultura personale di provenienza o dalla propria formazione, ma anche dalla disciplina di cui è esperto.

Quindi la categorizzazione è uno strumento funzionale, che ci aiuta a riconoscere l'ambiente e a risparmiare energie cognitive.

Ma cosa capita se non siamo consapevoli di questo processo? Tendiamo facilmente a generalizzare secondo le nostre categorie di pensiero, dando vita a stereotipi o anche a pregiudizi collettivi, che sono molto più facili da confermare piuttosto che smentire.

Anche lo Psicologo dello Sport è vittima di questo meccanismo: come mai avviciniamo la sua figura esclusivamente agli atleti professionisti?

A mio parere è un giudizio collettivo derivante da un avvenimento storico del nostro movimento avvenuto non troppi anni fa. È intorno al 1980 che si registra per la prima volta la presenza massiccia di Psicologi dello Sport alle Olimpiadi di Los Angeles e di Seul, quando prima di allora la consulenza psicologica nel contesto sportivo non era così diffusa.

Sembra che questo avvenimento abbia creato un vero e proprio stereotipo, relegando l'attività esclusivamente all'interno del contesto professionistico e alla prestazione di altissimo livello.

NON È COSÌ! Lo Psicologo dello Sport può operare anche nei contesti agonistici di minor livello di ogni disciplina e con atleti di qualsiasi età anagrafica. Non sono necessarie capacità fuori dal comune per migliorare il proprio rendimento o per stabilire obiettivi più sfidanti. Ognuno di noi può superare se stesso e sentirsi appagato della propria prestazione, senza dover possedere le doti di Michael Phelps o Cristiano Ronaldo.

Cosa cambierà? Sicuramente i tempi e il focus saranno differenti! Il lavoro sarà opportunamente adattato al contesto e alla richiesta, magari sarà più ristretto nella durata o con meno obiettivi, ma la sua qualità non andrà a perdersi; sarà solo più circoscritta.

In aggiunta, la preparazione mentale non è l'unico ambito di intervento.

Ad esempio, uno Psicologo dello Sport può affiancare il settore giovanile di una società agonistica per identificare i bisogni del giovane atleta, sia interni che esterni il mondo sportivo; o per comunicare una proposta metodologica che sia adeguata all'età dello sviluppo, incentivando la motivazione e prevenendo fenomeni di overtraining ed abbandono sportivo.

Anche in seguito ad un infortunio, lo Psicologo dello Sport può rivestire un ruolo importante nella preparazione al rientro alle competizioni. Si possono costruire programmi di riattivazione dell'atleta dal punto di vista mentale o si può intervenire nella comprensione e nella gestione del dolore.

Quindi ognuno di noi può trarre beneficio nella propria "modestia" sportiva. L'importante è avere bene in mente a chi mi sto rivolgendo per raggiungere il mio obiettivo.

Ma questo argomento lo affronteremo nel prossimo articolo.

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