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FACCIAMO UN PÒ DI CHIAREZZA SUL RUOLO DELLO PSICOLOGO DELLO SPORT. MITI E CHIMERE SULLA NOSTRA CULTURA SPORTIVA PARTE #3

Psicologo dello Sport, Mental Coach, Mental Trainer, Motivatore e chi più ne ha più ne metta.

A chi mi rivolgo se voglio raggiungere un certo obiettivo sportivo? Queste figure sono tutte uguali o ci sono differenze?

Nel mondo professionale odierno sempre più sovente si sentono nominare questi ruoli. Spesso non si conoscono le reali funzioni di ciascuno o se ne confonde le aree di competenza. Alcuni sono ormai diventati veri e propri slogan di mercato, altri, invece, si conoscono grazie alle mode del momento, ma spesso la loro reale differenza passa comunque in secondo piano.

Il risultato è solo una gran confusione a spese del cliente, talvolta ignaro di tutte le sottigliezze che ci sono alla base.

Proviamo a fare un po' di ordine e chiarezza, rimanendo, dove possibile, nella "neutralità".

Lo Psicologo dello Sport è un professionista regolarmente iscritto ad un Albo Professionale; ha frequentato e concluso un percorso Universitario certificato, un Tirocinio obbligatorio ed un Esame di Stato che garantisce la sua preparazione. Al termine di questo percorso, per poter operare come Psicologo dello Sport, deve aver conseguito un Master in Psicologia dello Sport, ancor meglio se con un'esperienza sul campo.

Come abbiamo visto negli articoli precedenti, opera sugli aspetti positivi di crescita, di benessere e sviluppo del potenziale dell'atleta, in modo da prepararlo alle competizioni; sia da un punto di vista delle attività, ma anche della concentrazione, dell'attivazione e del rilassamento.

Essendo Psicologo, ha anche la possibilità di gestire le problematiche presenti nell'area sportiva, utilizzando tecniche e strumenti che sono specifici della professione.

Il termine Mental Coach, invece, viene usato sia internamente che al di fuori del mondo sportivo, per identificare quella figura che si occupa di allenare e preparare gli aspetti mentali dello sportivo. È un termine che sembra aver acquisito una certa ufficialità nel linguaggio comune, ma pochi sanno che questa condizione è anche frutto di un espediente di Marketing per distinguersi dalla concorrenza.

Tendenzialmente, un Mental Coach non ha acquisito una Laurea in Psicologia e non necessita di una formazione specifica per definirsi tale. Nella maggior parte dei casi questa figura ha svolto un corso di Coaching (solitamente di PNL - Programmazione Neuro Linguistica), la cui durata è molto variabile a secondo della qualità dell'insegnamento (da pochi giorni a mesi). Questi corsi non rappresentano una reale certificazione, infatti non si è inseriti in alcun Albo Professionale.

Sovente i Mental Coach provano a differenziarsi a livello di mercato affermando una "personale" visione delle aree di intervento: ovvero che lo Psicologo dello Sport si occupa dell'area patologica, mentre il Mental Coach opera sul potenziale.

È un puro stratagemma che non ha affinità con il reale. In quanto all'interno dei Master in Psicologia dello Sport vengono affrontate anche le Tecniche di Mental Training e di incremento della Performance, quindi delle Aree Positive dell'atleta.

Per far fronte a questa errata distinzione, si è resa necessaria l'introduzione di una nuova terminologia: quella del Mental Trainer.

È colui che è in grado di utilizzare le Tecniche Psicologiche e di insegnare le metodologie specifiche all'atleta. Lavora sullo sviluppo delle risorse personali: ad esempio la concentrazione, il linguaggio, la motivazione, i pensieri ed i comportamenti.

Il Mental Trainer è quindi uno Psicologo che lavora in sinergia con l'atleta per il miglioramento della Performance, ma allo stesso tempo è legalmente autorizzato ad operare sulle problematiche del contesto sportivo, in virtù delle certificazione riconosciute ed acquisite.

Ah giusto! E il Motivatore? È quella figura che si occupa di lavorare sulla motivazione dell'atleta, ma in Italia non necessita di una particolare formazione per farlo. In assenza di una formazione accademica utilizza esclusivamente il suo "bagaglio" personale.

In assenza di questi dettagli la scelta non è affatto facile. Ma per aiutarci a prendere una decisione consapevole è necessario avere a disposizione il maggior numero di informazioni, possibilmente da fonti attendibili e professionali.

Per cui, fate sempre attenzione alla figura a cui vi rivolgete. La certificazione è un punto fondamentale!

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