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Chi è lo psicologo dello sport?

L’iter formativo dello psicologo dello sport? Anni di pratica e teoria, formazione universitaria e master. Non due mesi, non due anni, molto di più. Una domanda ricorrente in questi giorni, che mi è stata posta più volte da sportivi o studenti alle prime armi, o addirittura a fine ciclo magistrale.


Lo Psicologo dello Sport è un professionista regolarmente iscritto ad un Albo Professionale, ovvero l’albo degli psicologi; ha frequentato e concluso un percorso Universitario certificato, un Tirocinio obbligatorio ed un Esame di Stato che garantisce la sua preparazione. Al termine di questo percorso, per poter operare, deve aver conseguito un Master in Psicologia dello Sport, maturando esperienza sul campo. In breve, teoria e pratica, al 100%. Detto così sembra facile. Andiamo a vedere, nello specifico, ogni singolo passo.

L’iter formativo dello psicologo dello sport inizia sui banchi di una qualunque triennale di psicologia. Dopo aver conseguito la laurea triennale, la persona dovrà ottenere anche una laurea magistrale in psicologia. Al termine, avremo un periodo obbligatorio di un anno, nominato tirocinio professionalizzante. Perché?

Tecniche psicologiche e iscrizione all'Albo

Perché, per utilizzare delle tecniche psicologiche un professionista dovrà sostenere e superare l’esame di stato, iscrivendosi all’albo professionale degli psicologi. Per sostenere l’EDS, è necessario per legge aver frequentato il tirocinio professionalizzante. Supponiamo che:

La persona in questione, prima studente, poi psicologo tirocinante in formazione, e infine psicologo abilitato iscritto all’albo voglia operare nello sport. Qual è il prossimo probabile passo? Un master in psicologia dello sport, della durata variabile di circa un anno. Il master non è obbligatorio a livello legale, ma le linee guide della maggioranza dei colleghi in Italia, ritiene sia imprescindibile per potersi definire appunto “Psicologo dello Sport”.

Riassumendo, quindi, abbiamo:

  1. Tre anni di laurea triennale
  2. Due anni di laurea magistrale
  3. Un anno di tirocinio professionalizza
  4. Esame di stato e abilitazione
  5. Un anno di Master + Tirocinio specifico

Per un totale, quindi, di sette anni di formazione. Non un week end, non due mesi, non due anni. SETTE. Una bella mazzata in fatto di costi e tempistiche. Ha davvero senso procedere in questa direzione, quando in pochi giorni/mesi, o addirittura in 24 ore online, è possibile ottenere il titolo di Mental Coach/Mental trainer/ XYZ trainer? Certo che ha senso, sai perché?

Laurea in psicologia: il valore legale

Il motivo è semplice, davvero semplice. La laurea ha valore legale, quindi riconosciuta ai sensi della legge o da atti giuridici aventi la stessa forza o autorizzati dalla legge vigente su suolo nazionale. L’attestato di partecipazione a qualunque corso online o dal vivo, no. Inoltre:

Solo lo psicologo abilitato può utilizzare tecniche psicologiche (in ogni ambito, non solo nello sport). Come riportato negli articoli 1 e 2 della legge 56/89

Articolo 1. Definizione della professione di psicologo

  1. La professione di psicologo comprende l'uso degli strumenti conoscitivi e di intervento per la prevenzione, la diagnosi, le attività di abilitazione-riabilitazione e di sostegno in ambito psicologico rivolte alla persona, al gruppo, agli organismi sociali e alle comunità. Comprende altresì le attività di sperimentazione, ricerca e didattica in tale ambito.

Articolo 2. Requisiti per l'esercizio dell'attività di psicologo

  1. Per esercitare la professione di psicologo è necessario aver conseguito l'abilitazione in psicologia mediante l'esame di Stato ed essere iscritto nell'apposito albo professionale.

  2. L'esame di Stato è disciplinato con decreto del Presidente della Repubblica, da emanarsi entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge.
  3. Sono ammessi all'esame di Stato i laureati in psicologia che siano in possesso di adeguata documentazione attestante l'effettuazione di un tirocinio pratico secondo modalità stabilite con decreto del Ministro della pubblica istruzione, da emanarsi tassativamente entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge.

Le informazioni riportate fino ad ora sono oggettive al 100%. Ognuno è libero di dire o pensare ciò che vuole, tuttavia così è. La legge potrà anche essere dura, ma è legge. Passiamo ora al mio parere personale, da professionista che lavora nell’ambito.

Pensiero personale

Gli ultimi post, sulle differenze tra mental trainer, mental coach e psicologo dello sport hanno riscosso parecchi pareri, sia positivi che negativi. Criteri oggettivi a parte, pensi davvero che in un mese, due mesi, sei mesi, un anno di formazione, una persona possa acquisire la stessa conoscenza tecnico/pratica equivalente di un titolo legalmente riconosciuto della durata di sette anni? Potresti obiettare facilmente, chiedendomi:

Ma Andrea, dopo tutte queste belle parole, perché su instagram ti chiami andrea_mentaltrainer e non psicologo_andrea_martinetti?

Ho svolto una certificazione (dopo aver completato l’iter spiegato sopra) da preparatore mentale FIT. Quindi si, sono un mental trainer, ma solo dopo essere diventato psicologo abilitato. Per concludere, una precisazione doverosa.

Di certo non voglio inculcare pensieri, ma semplicemente farti riflettere. La decisione finale, così come i risultati negativi o positivi che otterrai rivolgendoti ad alcuni professionisti rispetto ad altri, saranno esclusivamente frutto delle tue scelte. Sei tu a decidere per te, non lo psicologo, il mental trainer o il mental coach. Sei tu a decidere se scegliere un professionista con alle spalle sette anni di formazione specialistica, legalmente riconosciuta sul suolo nazionale, o un altro professionista, con alle spalle sei mesi di corso, con un attestato di partecipazione senza valore legale. Buona scelta.