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Le abilità mentali si evolvono?

Le abilità mentali ricoprono un ruolo fondamentale anche nello sport.

"È inutile che ci provi, non si può cambiare la propria testa".

"Lui ha qualcosa che io non ho, per questo è più bravo".

Quante volte hai sentito queste frasi? Quanto c'è di vero?

Molti di noi immaginano di possedere dalla nascita una cassetta personale di abilità, con i propri punti di forza e le proprie debolezze, immutabili e persistenti. Siamo molto gelosi di questo bagaglio. È qualcosa che ci dà sicurezza, perché apparentemente ci permette di decidere chiaramente su cosa possiamo cimentarci e su quali sfide invece abbandonare.

Eppure questa mentalità ci pone nella condizione di frenare i nostri miglioramenti e la nostra crescita. Facciamo però un passo indietro: cosa intendiamo per abilità mentali? Si tratta di tutte quelle capacità psicologiche individuali che hanno un peso rilevante sulla nostra prestazione sportiva. Alcune di queste sono ben riconosciute dall'atleta, altre invece sono più assopite o carenti, impedendo di raggiungere livelli più alti di performance. Ne sono d'esempio:

  • la modulazione dell'attenzione;
  • la gestione degli imprevisti;
  • il problem solving;
  • l'anticipazione dell'avversario.

E molte altre. Sono presenti in forma diversa in ogni disciplina, a seconda delle caratteristiche specifiche dello sport e delle condizioni ambientali e temporali in cui ci troviamo. Per cui, ogni atleta dovrà considerare ed allenare le abilità mentali specifiche per il proprio sport e per la propria natura. Tutto ciò, ovviamente, solo se vuoi migliorare la tua performance.

Considerare queste capacità come statiche significa predisporre noi stessi a un grosso deficit, perché ci impedisce di lavorare attivamente sul nostro status mentale, limitando noi stessi e le possibilità di crescita.

Allenare le abilità mentali: cosa dice la scienza

A scongiurare questo pensiero comune, cito alcune ricerche che sono state effettuate a partire dagli anni '80, che dimostrano l'efficacia dell'allenamento mentale nell'incremento di queste abilità: da Feltz e Lenders (1983), a Richardson (1967) e Suinn (1980); grazie ai quali si è espressa la concreta evidenza del miglioramento delle abilità mentali e della performance sportiva mediante il Mental Training.

I dubbi e le incertezze in merito questi studi sono stati sciolti con successive ricerche, le quali hanno confermato un'ulteriore garanzia di miglioramento delle abilità mentali nel caso in cui si utilizzino differenti metodologie in combinazione (Hall e Rogers, 1989). Ad esempio l'utilizzo di tecniche di visualizzazione assieme al rilassamento e al dialogo interiore, seguendo modalità strutturate e validate.

Oltre a questi dati, sono ancora più recenti le ricerche riguardanti la plasticità cerebrale nel campo riabilitativo ma anche all'interno della pratica sportiva. Si è infatti riscontrata la capacità dell'encefalo di modificare la propria struttura e la propria funzionalità grazie agli stimoli elettrici dei propri neuroni, a loro volta attivati dalle esperienze del mondo esterno.

Nel dettaglio, l'apprendimento di una nuova abilità o di un gesto motorio, stimola le connessioni tra il cervello e i muscoli deputati a quel movimento specifico. La continua attivazione di questi pattern mediante l'allenamento, che inizialmente risultano poco ottimizzati, irrobustisce sempre più le vie neuronali e aumenta la loro precisione. Mantenendo un allenamento costante vengono utilizzate sempre più fibre muscolari per il gesto motorio, in un crescendo della loro finezza e coordinazione.

Questo meccanismo crea i nessi di partenza per le modifiche fisiche delle successive abilità, impattando notevolmente sul miglioramento della performance.

La plasticità neuronale non si esaurisce nello sport, ma ha un'incidenza sull'apprendimento di qualsiasi abilità; evidenziando quanto l'allenamento possa cambiare il nostro sistema nervoso in qualsiasi campo ci applichiamo.

Se il nostro corredo biologico è la base dal quale riceviamo le caratteristiche individuali, gli stimoli ambientali esterni e il nostro modo di pensare esercitano nel lungo periodo profondi cambiamenti. Questi elementi interagiscono continuamente tra di loro, determinando così futuri miglioramenti. 

Quindi se vogliamo che le nostre abilità mentali evolvano nel tempo, iniziamo a credere che lo possano fare! Inizia a migliorare sin da subito, scopri il mio canale YouTube. E, nel caso volessi un consiglio personalizzato, non esitare a contattarmi. Alla prossima.

Andrea