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Mindfulness e tennis: un binomio vincente, supportato dalla scienza.

Nei precedenti articoli abbiamo visto che la mindfulness è un approccio metodologico efficace, utile a migliorare le performance sportive. Esistono studi che abbiano preso in considerazione esercizi di mindfulness e tennis?

Si, e voglio parlatene oggi, in un contenuto dedicato. Esploreremo alcuni studi molto interessanti, utili a comprendere i potenziali benefici e spunti per un atleta tennista.

Mindfulness e Tennis: performance e benessere

“La mente distingue i campioni dai quasi campioni”, diceva Nadal, uno dei tennisti migliori di ogni tempo. Il tennis, in un certo senso, si è avvicinato al mental training prima di altri sport. A questo naturale avvicinamento ha senz’altro contribuito la celebre pubblicazione di Galloway “The Inner game of Tennis”, tradotto in italiano appunto come “Il gioco interiore del tennis. Come usare la mente per raggiungere l’eccellenza”.

La performance sportiva è una summa di differenti variabili tecnico/tattiche, fisiche e mentali. Per ottenere un miglioramento davvero significativo, è necessario praticare un allenamento totale. Chiaramente, ogni variabile, se allenata come si deve, avrà un impatto positivo sulle altre, e quindi sul risultato finale.

E non è un caso che la celeberrima Flow experience sia favorita da determinati atteggiamenti mentali e accorgimenti, in grado di portare l’atleta al “level up”.

Scopri di più sugli aspetti legati alla flow experience, detta anche esperienza di flusso.

Mindfulness e prestazione, tra scienza e consigli pratici

Secondo Reardson e Dekkers (2016), un atleta di tennis dovrebbe sviluppare una mentalità vincente utilizzando tecniche specifiche di mental training. Tra queste spunta la mindfulness, intesa come la capacità di concentrarsi esclusivamente sull’oggetto “palla”, lasciando il resto fuori dal focus attentivo.

Approcci mindfulness based si sono mostrati utili nella pratica sportiva del tennis, in quanto permettono di:

  • Migliorare la performance sul campo;
  • Facilitare lo stato di flow;
  • Prevenire eventuali infortuni;
  • Aumentare la concentrazione diminuendo pensieri intrusivi;
  • Diminuire le probabilità di burnout da parte dell’atleta.

Quest’ultimo punto è di fondamentale importanza perché riguarda soprattutto i giovani atleti. Nello studio di Walker, è appunto stato incluso un campione di giovani tennisti praticanti mindfulness su tre differenti livelli di difficoltà.

Gli atleti praticanti mindfulness a livello più alto riscontrarono una minor probabilità di cadere in burnout e dropout sportivo. Informazioni simili sono importanti, perché collocano la Mindfulness come più che utile nel proteggere e preservare lo sviluppo di giovani talenti.

L’articolo di oggi termina qui. Se sei interessata/o, hai un dubbio/domanda, o vorresti indicarmi un argomento da approfondire nei prossimi articoli, non esitare a contattarmi. Sono sempre pronto ad ascoltare.