Condividi
  • 98
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
    98
    Shares

Tre cose che non sai sul mental training nello sport

Il mental training nello sport si sta consolidando, negli ultimi anni, come una delle discipline più richieste. Un approccio differente, che tende a vedere fisico e mente come un'unica entità  che, se allenata a dovere, porterà a risultati superiori. Il corpus di ricerche a supporto dell'allenamento mentale è in continuo aumento, e nel mondo dello sport è nato un certo interesse sull'argomento. Da qui nasce la mia volontà di fornire informazioni rilevanti ad atleti, allenatori, mental trainer in erba, o semplicemente a curiosi.

Il mental training nello sport: tre curiosità

Oggi ti parlerò di tre cose che (quasi) sicuramente non sai sui risultati che si possono raggiungere con il mental training . Ovviamente, quando parlo di mental training mi riferisco ad una pratica consapevole, sotto la guida di professionisti della performance. Come spesso ripeto, per diventare esperti della mente umana occorre studiare e formarsi seguendo un iter ben preciso. Gli improvvisati, o i "certificati del weekend" non costituiscono un indice di qualità, né tantomeno sono legalmente riconosciuti. Bene, partiamo con il punto numero uno, che sfugge a molti.

Il mental training nello sport è scientifico al 100%

Se mi segui su YouTube, di certo saprai che la scienza sta dalla parte del mental training, e della psicologia dello sport. La ricerca ha fatto passi da gigante in avanti, fino a toccare ambiti fino a pochi anni fa impensabili. Tecnologie di alto livello come il biofeedback e la psicofisiologia permettono di acquisire in tempo reali indici fisiologici relativi al funzionamento dell'atleta, e di comprendere come intervenire. Il mental trainer, se formato adeguatamente, potrà contribuire in modo significativo all'incremento della prestazione, esibendo dati scientifici.

Visualizzare il gesto atletico può migliorare la performance

Le tecniche di visualizzazione sono efficaci in molteplici situazioni sportive. Possono affiancare sia le attività di allenamento tradizionali, che di riabilitazione. In alcuni studi è emerso che svolgere attività di visualization e mental imagery aiuta a combattere il catabolismo muscolare durante stop forzati, dovuti ad infortuni. Un ulteriore elemento che permette di capire l'importanza del mental training a tutto tondo. Oltre alla visualizzazione, esistono innumerevoli tecniche interessanti, applicabili ad atleti di ogni livello.

Lo stress è una preziosa risorsa

Spesso demonizzato, lo stress rappresenta LA risorsa più utile al miglioramento dei tuoi risultati sportivi. La chiave sta nel comprenderlo, trasformandolo in alleato. Secondo la legge di Yerkes-Dodson la pressione dovuta ad eventi stressanti dev'essere adeguata allo stato psicofisiologico dell'atleta. Per intenderci, prima della gara ci saranno persone con un carico di stress troppo elevato, e altre invece con un carico troppo poco elevato.

In entrambi i casi, saper gestire la situazione consiste nel maturare l'abilità di accrescere o diminuire lo stato di attivazione. Esistono molteplici tecniche di mental training utili a questo scopo, tra le quali la Mindfulness e il biofeedback.

Mental training e psicologia

Spero anche oggi di averti dato degli spunti sul mental training e la psicologia dello sport in generale. Nel caso tu volessi contattarmi per qualunque dubbio o domanda, sono a tua disposizione. Al prossimo articolo.